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Storia della costruzione della chiesa ortodossa a Roma PDF Stampa E-mail

 

Il primo ad avere l'idea di costruire una chiesa ortodossa a Roma, alla fine del sec. XIX, fu l'archimandrita Kliment (Vernikovskij), a quell'epoca (1897-1902) superiore della chiesa presso l'ambasciata russa. Mosso da sentimenti patriottici, l'archimandrita Kliment riuscì a convincere le autorità ecclesiastiche superiori e anche quelle governative del "bisogno di avere una chiesa ortodossa rispondente alla dignità dell'Ortodossia e alla grandezza della Patria nella città dei santi apostoli Pietro e Paolo".

Già nel 1898, su iniziativa dell'archimandrita Kliment, si cominciò a raccogliere i mezzi per costruire la chiesa. La raccolta fu autorizzata ufficialmente nel 1900 dall'imperatore Nicola II, il quale elargì un "contributo imperiale" di 10.000 rubli. Anche i gran duchi Sergej Aleksandrovič e Mikhail Nikolaevič, come pure industriali di Mosca e commercianti in della Siberia offrirono i loro contributi per la costruzione della chiesa.

Una Commissione per l'edilizia fu organizzata e presieduta dall'archimandrita Kliment e A.I. Nelidov, ambasciatore russo in Italia. Un gran numero di progetti per la chiesa fu sottoposto alla Commissione, fra questi anche progetti del noto architetto russo V.A. Pokrovskij e dell'architetto di origine italiana Moraldi.

Nell'autunno 1913 l'imperatore Nicola II diede il permesso di cominciare una raccolta di offerte in tutta la Russia. A quell'epoca la Commissione per l'edilizia pubblicò un appello che cominciava con le parole: "L'altare di Dio si trova in un appartamento affittato". Dopo l'uscita dell'appello, le offerte crebbero notevolmente. Nell'estate 1914 la Banca Statale dell'Impero Russo aprì un conto speciale nella filiale di San Pietroburgo a beneficio della chiesa edificanda.

Nel 1915 una nuova Commissione per l'edilizia presieduta dal principe S.S. Abamelek-Lazarev acquistò a nome dell'ambasciata russa un terreno sul Lungotevere Arnaldo di Brescia, vicino al Ponte Margherita. All'inizio del 1916 si trovavano raccolte già 165 mila lire - una somma del tutto sufficiente per costruire la chiesa. Ancora oggi nella chiesa di S. Nicola a Roma è conservato il libro delle offerte per la costruzione della chiesa, con la firma e il timbro dell'ambasciatore russo A.I. Nelidov. Ma la rivoluzione scoppiata in Russia rese impossibile l'attuazione del progetto.

All'inizio degli anni '90 del sec. XX di nuovo fu sollevata la questione della necessità di avere una chiesa ortodossa russa a Roma. L'impresa ricevette la benedizione del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Alessio II. Nel 2001 sul territorio della villa Abamelek dell'ambasciata russa, la villa che fino alla rivoluzione apparteneva al presidente della Commissione per l'edilizia, il principe Abamelek-Lazarev, fu assegnata un'area per la costruzione. Il 14 gennaio 2001 l'arcivescovo di Korsun' Innokentij, alla presenza del ministro per gli affari esteri russo I.S. Ivanov, benedisse la prima pietra sul luogo della costruzione della futura chiesa di Santa Caterina di Alessandria, una santa del sec. III-IV della Chiesa Indivisa.

A partire dal 2001, nei periodi di Pasqua e di Natale, come pure il giorno di S. Caterina (24 novembre/7 dicembre) si celebra sul luogo della futura chiesa.

Nel giugno 2002, per interessamento dell'ambasciata russa in Italia, è stata ottenuta la licenza edilizia. La costruzione stessa è cominciata nell'estate del 2003.

Il 19 maggio 2004, con la benedizione di Sua Santità il Patriarca di Mosca e tutta la Russia, a Roma è stata registrata l'Associazione per il sostegno alla costruzione di una chiesa ortodossa, successore della Commissione per l'edilizia prerivoluzionaria. Lo scopo principale dell'Associazione è di raccogliere i mezzi per la costruzione.

Nel futuro la chiesa di S. Caterina a Villa Abamalek è destinata a tutti i fedeli. Per la numerosa diaspora ortodossa in Italia (russi, ucraini, bielorussi, moldavi, georgiani, serbi) essa diventerà un centro spirituale e culturale.

 
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