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Il cuore del progetto è un’architettura di sapori che gioca su due registri: cremosità e profondità aromatica. La colomba è farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità vellutata che nel Tiramisù è immediata, ma qui diventa struttura: una presenza continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta.
In superficie, la firma è una copertura a mano che sorprende: glassa al cioccolato bianco, luminosa e setosa, che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scure, e a una spolverata di cacao, come un’ombra necessaria. È un equilibrio “in chiaro-scuro”: dolcezza controllata, amaro misurato, persistenza pulita.
Questa creazione completa la Collezione Genesi accanto ad altri quattro gusti: Pistacchio Verde di Bronte Dop (2025), Presidio Slow Food, Caramello Salato (2021), Regal Cioccolato (2000) e Classica a.D. 1552 (2003), proponendosi in due formati (600 grammi e 1 chilo) per rispondere sia al dono personale sia alla tavola della festa.
Se il gusto racconta l’Italia al mondo, il packaging la riporta a casa: a Vicenza, al disegno come forma di memoria. La Colomba Tiramisù indossa l’estetica Genesi con i colori distintivi Sonia Design (lilla, verde, azzurro), codici immediati che rendono la collezione riconoscibile a colpo d’occhio.
Il dettaglio diventa dichiarazione: un fiocco piatto tono su tono in doppio raso e il Charm “L”, segno identitario che può leggersi come Loison, Love, Luxury, tre parole per un unico concetto: cura.
L’incarto, infine, è un omaggio colto e non nostalgico: colonne corinzie, capitelli e foglie d’acanto richiamano Andrea Palladio e diventano, nelle mani di Sonia Pilla, un ponte tra architettura e pasticceria nel segno del territorio berico.
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Le colombe pasquali della maison vicentina prendono forma a partire dal lievito madre storico, ottenuto da fermentazione spontanea e rinnovato quotidianamente per ricavare il lievito fresco che dà avvio agli impasti. Qui il tempo conta davvero: non è un dettaglio, ma l’ingrediente che firma la lavorazione. Servono circa 72 ore, con passaggi lenti e controllati, per dare forma a struttura, profumi e morbidezza.
Il percorso produttivo si sviluppa in una sequenza articolata di fasi: tre cicli che alternano impasto, riposo e lievitazione, seguiti da porzionatura e modellazione, quindi finitura, lenta cottura e una successiva stagionatura. Ogni passaggio è pensato per rispettare la natura del lievito e la progressione del processo, senza accelerazioni.
Accanto alla tecnica, resta centrale il lavoro manuale. Su ogni lievitato intervengono più volte le mani degli operatori: nella gestione del lievito, nel trasferimento dell’impasto negli stampi, nella glassatura e nelle finiture, fino alle fasi di infornatura.
Anche dopo la cottura prosegue la cura artigianale: il primo incarto è eseguito a mano, così come la confezione finale in scatola o in latta, su disegno di Sonia Pilla – completata manualmente come ultimo gesto di precisione e attenzione.
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