Il Gambero Rosso ha presentato a Roma, all’Hotel Cardo, la Guida Pane e Panettieri d’Italia 2026, che racconta un mondo della panificazione in fermento e sempre più attento all’ambiente e alla qualità. Quest’anno sono 614 i panifici recensiti, con 95 new entry, e ben 65 esercizi premiati con i Tre Pani, il massimo riconoscimento per materia prima, lavorazione e concept, con 3 nuovi ingressi.
La guida celebra i panettieri che, con tecniche antiche ma idee nuove, stanno cambiando il modo di fare pane e di vivere il lavoro quotidiano. Come spiega Annalisa Zordan, curatrice della guida, “il pane è politica”: si prenotano le pagnotte per ridurre gli sprechi, si valorizza il pane vecchio, si lavora con orari più sostenibili e si vende il pane al giusto prezzo.

Tra i premi speciali, Chiara Regattieri di Tipo Due Forno Contemporaneo a Mantova è la Panettiera Emergente, mentre Il Forno di San Leo (RN) si aggiudica il premio Pane e Territorio. Coce di Parma è Bakery dell’anno, Panequaglia di Sant’Urbano (PD) vince per il Pane Tipico e Frangipane forno e cucina di Milazzo (ME) per il Pane dell’anno.

Il Piemonte guida la classifica con 10 Tre Pani, seguito da Lombardia e Lazio. Tra le new entry al top ci sono Ribotta di Barge (CN), Tocio di Giulia Busato a Noale (VE) e Farina del mio sacco ad Atessa (CH).
Come sottolinea Piero Gabrieli di Petra Molino Quaglia, partner della guida, “valorizzare chi punta su qualità e sostenibilità è fondamentale per una filiera virtuosa e tracciabile”.
Insomma, il pane di oggi non è solo tradizione, ma anche innovazione e rispetto per l’ambiente, con panettieri che fanno del loro lavoro una vera e propria missione.

Il Piemonte domina nella classifica dei migliori panifici italiani per diversi motivi legati a tradizione, innovazione e qualità delle materie prime. La regione vanta ben 10 panifici premiati con i “Tre Pani”, il massimo riconoscimento della Guida Pane e Panettieri d’Italia 2026 del Gambero Rosso, più di qualsiasi altra regione.

Ecco le ragioni principali del successo piemontese:
– **Tradizione e varietà di pani tipici:** Il Piemonte conserva più di diciotto tipi di pane tradizionale, come la Biova, il Panet, il pane di Coimo, e i famosi grissini stirati, simbolo della regione.
– **Uso di grani antichi e farine di qualità:** Molti panifici piemontesi utilizzano grani antichi, farine macinate a pietra e ingredienti bio, valorizzando le produzioni locali e il lavoro virtuoso dei molini.
– **Innovazione nelle tecniche di panificazione:** I panifici piemontesi combinano metodi tradizionali con tecniche innovative, come lievitazioni naturali e cotture particolari, per creare prodotti di alta qualità e originalità.

– **Attenzione alla sostenibilità e alla qualità:** Come sottolineato dalla guida, i panificatori piemontesi sono impegnati in un approccio etico che unisce qualità, sostenibilità ambientale ed economica, e rispetto per il lavoro artigianale.
– **Eccellenza diffusa nel territorio:** Oltre a Torino, premiati sono anche panifici in provincia come Bra, Roddino, Santena, Cabella Ligure e Fobello, che contribuiscono a un panorama ricco e variegato.
In sintesi, il Piemonte si distingue per un equilibrio tra rispetto della tradizione, sperimentazione e attenzione alla qualità e sostenibilità, che gli permette di primeggiare nel panorama nazionale della panificazione.






